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TRENTO ART FESTIVAL

LE VOCI DEL SILENZIO
La mostra presente le opere di tre artisti astratti: Mathias Malling Mortensen (MMM), Carolina Mazzolari (CM) ed Enzo Tomasello (ET). Gli artisti di questa mostra partendo da ambiti diversi, vite esperienziali soggettive, riflessi corporei dell’anima, approdano ad analogie che esprimono il modo di vedere la realtà, e ci raggiungono attraverso il mondo silenzioso dei colori, delle linee, degli interstizi nell’intreccio, e si rivolgono a noi, alla nostra capacità di decifrazione e di interpretazione. La mostra si suddivide in tre spazi ideali.
Nella prima scena della nostra rappresentazione sul mondo, si apre all’esterno con un’opera dal titolo “Segni”. I segni opera su carta di M.M.M non esistono di per sé, ma è solo tra i segni che acquistano senso; essi sono il polo intenzionale di una serie aperta di significazioni; sono nel tempo e nello spazio hanno luogo, lo abitano. I segni sono connessi tra di loro e dialogano tra di loro; sono immagini di un vuoto e di un pieno che si rivelano e si mostrano come superficie e profondità allo sguardo degli altri.
La seconda scena dell’artista C.M. si intitola “Colonne”. L’opera è una tela di lino in cui si intrecciano fili di cotone e disegni di inchiostro di china, interstizi che legano la trama dell’intreccio nel mondo fluttuante. “Colonne”, è una metafora della vita che è corpo e che sente il suo corpo e si apre al mondo in una danza travolgente. L’opera Colonne rivela la ricchezza di riferimenti polisemici che sono intrinseci al mondo della vita; fondazione di una via originaria, domanda ontologica e tracce di una elaborazione umana, di quella cultura europea che trova alimento nei miti ed eroi.
L’ultima scena si apre allo sguardo è l’opera di E.T. dal titolo “Volo di notte”, a conclusione di un’opera teatrale digitale in cui le immagini sono l’espressione di un’unica storia, che si scandisce in sequenze, interpretazioni del luogo ideale delle nostre interrogazioni e dei nostri stupori. E come il volo della civetta in Hegel che si alza in volo sul far del crepuscolo, l’artista induce il nostro sguardo nel silenzio della notte a riscoprire i suoni e interrogarci sul senso delle cose.
Come in uno spazio teatrale digitale i tre artisti sperimentano non solamente nuovi linguaggi, metafore di mondi immaginali ma ridefiniscono nuovi modelli di soggettivazione e di rapporti di interazione sociale.

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