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Ghigno, linguaccia e foglie d'acanto - 3D virtual exhibition by amaneï

Ghigno, linguaccia e foglie d'acanto

Thu, 04/23/2020 to Thu, 05/07/2020

curated by:

"Ghigno, linguaccia e foglie d’acanto" is Turi Avola’s personal exhibition originating from his artist residency at Amaneï in 2019. The photographer’s project is dedicated to the “cagnoli”: the architectural elements used both as a decoration and structural elements for Hyblean late baroque balconies.
These shelves are sculpted with anthropomorphic and monstrous figures, also called Mascheroni and are sometimes used as a warning for passers-by. They’re invited to enter a monstrous and fantastical dimension. It’s not only the figures’ aesthetic to shake Turi Avola’s mind, but also what they narrate, the myths that they hide and that few people know, the figures’ symbolic and allegoric value: metaphors of the social life’s representation.
The fifteen photographs on display in this virtual exhibition are the final product of the participation of Amaneï’s visitors. Posing in front of the camera, visitors could wear Turi Avola’s headpieces and make grotesque faces, blending in with the artistic and cultural Sicilian tradition.

Turi Avola is a sicilian photographer based in Rome since 2000. He has started his artistic career as a painter, but after the discovery of artists such as Man Ray, Bellmer, Woodman, Witkin, Bunuel, Svankmyer, the camera became his main media. From the creation of settings and costumes to the photo shoot, Turi Avola conceive his photographies as they were paintings.

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"Ghigno, linguaccia e foglie d’acanto" è la mostra personale di Turi Avola frutto della residenza artistica da Amaneï nel 2019. Il progetto del fotografo siciliano è dedicato ai “cagnoli”: gli espedienti architettonici impiegati come elementi decorativi e strutturali dei balconi del tardobarocco Ibleo.
Queste mensole sono scolpite con figure antropomorfe e mostruose, dette anche Mascheroni, e sono a volte impiegati come monito per i passanti, invitati ad imbattersi in una dimensione mostruosa e fantastica. Non è solo la loro estetica a scuotere l’animo di Turi Avola, ma ciò che essi narrano, le leggende che nascondono e che pochi conoscono, le loro valenze simboliche ed allegoriche: metafore della rappresentazione della vita sociale.
Le quindici fotografie esposte in questa mostra virtuale sono il risultato del coinvolgimento dei visitatori da parte dell’artista nella galleria amaneï. Posando davanti al suo obiettivo, le persone hanno indossato copricapi realizzati da Turi Avola e adottato espressioni grottesche e comiche, trasformandosi in oggetti-simbolo della tradizione artistica e culturale siciliana.

Turi Avola, fotografo siciliano vive e lavora a Roma dai primi anni 2000. Inizia come pittore per poi dedicarsi completamente alla fotografia grazie allo studio di artisti come Man Ray, Bellmer, Woodman, Witkin, Bunuel, Svankmyer, attraverso i quali fa suo l'utilizzo della macchina fotografica come unico mezzo espressivo. Dalla creazione del set e dei costumi fino allo scatto fotografico, Turi Avola intende le sue fotografie come fossero dipinti.

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