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Giuseppe Buzzotta | Di creste e ventri - 3D virtual exhibition by Prometeo Gallery Ida Pisani Milan/Lucca

Giuseppe Buzzotta | Di creste e ventri

Thu, 04/16/2020 to Sun, 05/03/2020

curated by:

Sei mesi fa circa scrissi in una sera quello che, attualissimo, vale per oggi e che non posso esimermi dal pubblicarlo ora:
La luce e il colore stesso, che ne è una manifestazione individuata, nella loro attività micro
visibile raggiungono punti alti di attività vibrazionale, che li caratterizzano e li rendono
manifesti all'occhio; graficamente questi punti corrispondono alla cime di un onda. Come in
un qualsiasi grafico in cui si racconta l’andamento di un fenomeno, possiamo distinguere
in creste e ventri, in onde e vuoti e parti concave e convesse la storia e la statistica di una
forza in atto. Creste e ventri partecipano anche dell’anatomia della forma animale, del
corporeo.
Provando a liberare dalla statistica la condizione umana, ho reinventato queste curve,
parabole, onde, libere di muoversi fuori dai grafici cartesiani di rappresentazione, per rientrare
a pieno diritto, nel mondo delle idee/cause dal quale tutto proviene, in primis
proprio la speculazione geometrica e matematica, come ci insegna Pitagora e con lui
ricercatori recenti all'avanguardia. Questi disegni di movimenti nello spazio, a tratti
diventano simboli di paesaggio, poi frammenti di architettura barocca, poi tornano più vicini
alla dimensione anatomica umana, corrono e giocano e sono immortalati come in una
fotografia, un attimo prima di essere altro. Ma davvero sono altro ed esistono in questa
forma di dipinti, solo nel momento in cui li osserviamo.
Allo stesso modo in cui ogni vita umana esiste, ogni vita animale, diviene cresta nell’attimo
in cui si manifesta (nel punto più alto del suo manifestarsi agli altri), e ventre quando torna
all’utero fertile delle cause: come una sorta di realtà ignota ma al tempo stesso manifesta
e generatrice dell’unità-cosmo.
Oggi aggiungo che scrittura e disegno coincidono sempre, sono istanze primarie del
linguaggio visibile.
Nel palinsesto dei graffiti, le sovrascritture, incise e dipinte sulle pareti delle grotte
dell’Europa paleolitica, ci mostrano questo processo in atto, portato avanti per una lunga
catena di generazioni. L’idea di un corpo di lavori ad acquerello, dal titolo Palinsesto
Paleolitico, nasce dall’idea di generare simboli e immagini vuoti di senso definito, ma
pregni della cultura del tempo, impenetrabili ma non per questo non comprensibili. Alfabeti
del cielo e della terra, è invece il motivo che guida i dipinti ad olio. É anche un mezzo, per
apprezzare e rivalutare il visibile ed il suono.
La coesistenza dell’immagine e delle cose; il gesto, l’articolazione della mano, dell’occhio
e della mente, ci permettono di prendere in prestito dalla pittura e dalla scrittura, le
coordinate per fare emergere un Corpo espositivo.

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